Il cliente perfetto ha molti contatti e nessuno con cui parlare. Resta connesso, compra, commenta, si indigna. Quando chiude un’applicazione ne apre un’altra, come chi cambia stanza in una casa senza uscite. Il capitalismo delle piattaforme trova nella solitudine una condizione favorevole: ogni vuoto diventa tempo disponibile, ogni insicurezza una domanda commerciale. Persino il bisogno di essere riconosciuti produce traffico. Ci siamo abituati a chiamare libertà questa disponibilità permanente, autonomia l’obbligo di cavarcela da soli. Poi ci stupiamo se, circondati …
Autore: Stefano Salsi
Il centrosinistra italiano sta dedicando una quantità sorprendente di energie alla scelta di chi dovrà guidare una macchina della quale non si conoscono né il motore né la destinazione. Schlein, Conte, primarie, federatore, candidato terzo, candidato simbolico. Prima o poi qualcuno proporrà il sorteggio, che almeno avrebbe il pregio della rapidità. Il problema è che agli italiani interessa relativamente chi tenga il volante. Vorrebbero sapere dove stiamo andando. La politica continua invece a comportarsi come una famiglia che, dovendo partire …
Milioni di cittadini non hanno rinunciato a pensare un mondo migliore. Hanno smesso di cercare qualcuno che lo rappresenti. L’opposizione c’è. L’alternativa no. La prima occupa seggi, rilascia dichiarazioni, frequenta talk show e misura ogni mattina la propria consistenza attraverso i sondaggi. La seconda dovrebbe offrire al Paese un’altra idea di futuro. Non un equipaggio diverso sulla stessa nave, con qualche cabina ridistribuita, ma una rotta. E oggi quella rotta non si vede. Non è soltanto una questione di partiti, …
Partiamo da una domanda semplice, forse persino scomoda: perché Vannacci convince? La risposta più facile è quella che rassicura chi non vuole interrogarsi davvero: perché alimenta paure, perché semplifica, perché offre bersagli facili. C’è certamente una parte di verità in tutto questo. Ma non basta. Se bastasse, il fenomeno sarebbe già esaurito. Vannacci intercetta qualcosa che milioni di persone percepiscono nella loro vita quotidiana. Non propone idee particolarmente originali. Al contrario. Dice ad alta voce ciò che molti pensano da …
Il giorno dopo, in politica, è sempre il banco di prova più severo. Non tanto per l’esito, quanto per la capacità di comprenderlo. Ed è proprio qui che, ancora una volta, una parte della classe politica mostra tutti i suoi limiti. Ridurre un voto referendario a un segnale politico generale, leggerlo come un anticipo di primarie o come una prova di coalizioni future, non è soltanto un errore di analisi. È, prima ancora, una mancanza di rispetto verso chi ha …
La nozione di merito è il cuore simbolico del nostro tempo. Non come principio astratto, ma come racconto egemonico del potere. Chi vince, ci viene ripetuto, merita di vincere. Chi accumula ricchezza non solo ha successo: ha diritto di imporsi, perché il successo si trasforma in prova morale. È l’immagine rassicurante del buon padre di famiglia: colui che protegge i suoi, garantisce benessere, tiene lontana la paura. Attorno a questa figura si organizza un’etica semplice e brutale: la forza diventa …










