Il Giochi Olimpici, evento mondiale oltre lo sport

Si parte! MilanoCortina2026, dopo sette anni di lavoro, dopo l’assegnazione dei Giochi del 2019 è ai nastri di partenza. Cerimonia e poi via, fino al 22 febbraio le Olimpiadi invernali e, a marzo, le Paralimpiadi. I luoghi dell’evento sono molti, ad iniziare dalle città che ospitano le rispettive cerimonie di apertura e chiusura dell’evento. Quella di apertura si svolgerà allo stadio San Siro di Milano, mentre quella di chiusura all’arena di Verona.
Le città che ospiteranno le varie gare sono: Milano, Cortina, Bormio, Livigno, Predazzo, Anterselva e Tesero.
È la prima olimpiade italiana dell’era social perché, Cortina 56 e Roma 60 sono distanti nel passato remoto, e Torino 2006, vent’anni fa era ancora nella fase del digitale primordiale.
Le chiavi di lettura sono molteplici.
C’è lo sport con le competizioni, le gare, la lealtà, l’agonismo e i risultati, il podio e le medaglie. Spesso di sport praticati non universalmente. Ma il fascino della neve e delle montagne è richiamo all’epopea della Valanga Azzurra e Rosa, ai campioni come Tomba e Compagnoni, ma anche agli attuali alfieri come Brignone e Goggia e ai giovani che stanno emergendo. Poi c’è il ghiaccio che ha molti appassionati e praticanti, ma non a livelli di paesi guida come Canada e Stati Uniti, paesi nordici o dell’oriente europeo.
Insomma, ci sarà da divertirsi.
Se si passa al sistema olimpico, ai risvolti politici ed economici, i Giochi sono una vetrina importante per sondare le capacità organizzative, la sostenibilità economica e ambientale, richieste con rigore dal Comitato Olimpico Internazionale, e poi la dimensione larga e vasta di una Olimpiade che in Italia, per la prima volta, coinvolge tre Regioni, molti territori, grandi metropoli come Milano e centri di montagna di qualità come Cortina.
Inoltre, il fascino dei Giochi nasce dalla possibilità di assistere a un evento di cui non è dato prevedere fino all’ultimo istante l’esito finale e dal fatto che questa avventura non viene vissuta come esperienza solitaria, ma in una condivisione esaltante con quanti vi partecipano di persona o in maniera virtuale.
L’avvicinamento a questi grandi eventi, porta a una pianificazione molto rigida nei mesi precedenti per avvicinare il consumatore a quello che sarà il vero spettacolo. Un tempo c’erano articoli nei principali media nazionali ed esteri, quando si arrivava in prossimità dell’evento; con l’avvento dei social network, è cambiata la visione e la comunicazione di esso, i contenuti vengono programmati su date precise e, in base a quale social media si è scelto, cambia anche il modo di comunicarlo.
Ci sono, infine, e Torino 2006 è stata in questo virtuosa, da una parte, con il cambiamento della sua dimensione e mentalità, eredità immateriale, e in affanno, dall’altra, con l’abbandono degli impianti di montagna e costi spalmati nei decenni successivi sugli investimenti infrastrutturali, che corrispondo al grande tema dell’eredità olimpica.
Il gigantismo dei decenni passati ha lasciato delle ferite in molti edizioni olimpiche, forse la più emblematica è quella di Atene 2004.
L’invadenza del business, gli sponsor, la matrice decisamente marcatamente economicistica ha, di fatto, oscurato i principi fondamentali dell’olimpismo, con la centro l’idea della Tregua olimpica, già in atto negli antichi giochi ellenici.
Ma qualcosa resta anche nel tessuto sociale delle città e propongo due esempi.
A Torino, da un lato, la bella realtà di volontari, spina dorsale dell’organizzazione degli eventi, e, dall’altro, il Comitato Interfedi, nato come espressione di accoglienza dei luoghi di culto nei villaggi olimpici e, nella realtà subalpina, diventato, assunto dalla città di Torino, una realtà viva di incontro, inclusione sociale, dialogo interreligioso, anticorpo vitale di un mondo in fiamme.
Piccoli elementi per dire che i Giochi olimpici non sono solo una competizione sportiva, ma anche culturale, artistica, si pensi alle Cerimonie di Apertura e Chiusura, di incontro tra i popoli, con i migliaia di giovani atleti, di pubblico, corretto e colorato.
Un appuntamento che deve rimanere genuino e non in balia dei conti economici e del potere degli sponsor multinazionali.
Ma i bilanci, come sempre, sull’eredità olimpica anche di MilanoCortina2026 si faranno quando, con la conclusione delle Paralimpiadi, il braciere sarà spento.

Luca Rolandi

[6 febbraio 2026]

Lascia un commento:

(Compila i campi richiesti. Il tuo contributo verrà analizzato e pubblicato. L’indirizzo email, essendo riservato, non sarà visibile; il sito web non è obbligatorio)