IO O IL CAOS

C’è un filo sottile che unisce Nicolás Maduro, Benjamin Netanyahu e Donald Trump. Non è l’ideologia, né la storia, né la geografia. È una postura mentale: l’idea che la forza sia l’ultimo argine contro il disordine. Che senza di loro il mondo si sbricioli.

Maduro ha fatto del Venezuela una cittadella impoverita e assediata. Ogni critica è un complotto, ogni opposizione un tradimento. Le istituzioni restano in piedi come scenografie: si vedono, ma non decidono. Il potere, corrotto, non governa, si difende.

Netanyahu opera in un contesto incomparabile, ma con una logica simile. Ha legato la sicurezza di Israele alla propria permanenza, piegando la politica a una coalizione sempre più segnata da nazionalismo religioso ed espansione territoriale aggressiva e liberticida. La democrazia non viene abolita: viene consumata a fuoco lento, nel nome dell’emergenza permanente.

Trump ha portato questa semplificazione brutale dentro la democrazia americana. Non con i carri armati, ma con le parole. Ha diviso il Paese in tifoserie, delegittimato arbitri e istituzioni, trasformato la complessità in slogan. I numeri raccontano un’America spaccata in due, dove una minoranza rumorosa scambia la forza per verità e la fedeltà per competenza.

Gli Stati Uniti trattano Maduro da nemico e Netanyahu da alleato non per come governano, ma per dove stanno. La democrazia diventa un dettaglio negoziabile, lo Stato di diritto una variabile. Conta l’utilità, non la coerenza.

E l’Europa? L’Europa guarda. Commenta. Si preoccupa. Ma raramente incide. L’Unione europea balbetta tra principi e realpolitik; l’Italia segue, prudente, spesso irrilevante. Spettatori in un mondo che premia chi lancia bombe e punisce chi prova a negoziare.

Il punto non è se questi leader siano diversi. Lo sono. Il punto è che condividono una stessa scorciatoia: ridurre la politica all’uso della forza. Funziona, nel breve. Separa, nel lungo. E lascia morte e macerie.

Il vero rischio non è che qualcuno si aggrappi al potere. È che troppi, altrove, trovino comodo lasciarglielo fare. E che noi, nel frattempo, continuiamo a guardare.

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