Milano, Cortina e l’Italia intera hanno salutato ieri i giochi della XXV Olimpiade invernale.
A dispetto di uno scetticismo abbastanza diffuso alla viglia, MilanoCortina2026 è stato un successo da molti punti di vista: gli atleti (soprattutto le atlete) azzurri hanno dato il meglio di sé, l’organizzazione è stata all’altezza, le località di gara si sono dimostrate efficienti, l’Italia ha dato una gran bella immagine di sé.
Per una volta, possiamo essere orgogliosi del nostro paese e del modo in cui è riuscito a gestire un evento non privo di profili di rischio e indubbiamente complesso.
Le ombre non mancano, a partire dai cantieri per le opere connesse che rimarranno aperti ancora a lungo, per finire con gli extra-costi di alcune opere, passando per l’importante impatto ambientale della pista da bob e slittino di Cortina.
Ci sarà tempo per misurare l’impatto economico delle Olimpiadi e per valutare l’effettiva sostenibilità di una rassegna che ha voluto essere diffusa, inaugurando un nuovo modello organizzativo fortemente voluto dal Comitato Olimpico Internazionale. Non possiamo anche nascondere che le Olimpiadi rimangono soprattutto una grande operazione economica, che trova negli sponsor e nella gestione dei diritti di immagine e televisivi il principale motore. Lo si è visto a Milano e nelle altre località dei giochi: i cinque cerchi e ogni altro segno olimpico sono stati utilizzati solo dietro pagamento di adeguati diritti e lo spirito olimpico di è diffuso per la partecipazione popolare e non certo perché le località olimpiche si siano vestite a festa, tanto che a Milano, salvo che all’Arco della Pace e in pochi altri luoghi, le Olimpiadi non si sono proprio percepite.
Ma non vorrei passare per un detrattore di MilanoCortina2026, che ritengo sia stata una straordinaria occasione per l’Italia, che, mi ripeto, una volta tanto, ha saputo dare il meglio di sé.
Dobbiamo dire grazie al presidente Mattarella, che si è preso sulle spalle (e mi pare lo abbia fatto con convinzione ed entusiasmo) la rappresentanza istituzionale. Dall’arrivo allo stadio di San Siro a bordo di un tram storico condotto da Valentino Rossi alla presenza a Milano e Cortina per le gare, il Presidente ha mostrato il volto migliore delle nostre istituzioni, mettendo a tacere mugugni, cadute di stile e possibili strumentalizzazioni di cui il nostro sistema politico è maestro.
Ora c’è da capire quale sarà la “legacy”, l’eredità, di queste Olimpiadi.
Credo che, al di là dell’auspicabile impatto positivo sul turismo, ci sarà da lavorare almeno su tre fronti.
Il primo è strettamente sportivo. I successi dei nostri atleti e delle nostre atlete possono essere uno stimolo per aumentare la pratica sportiva di giovani e meno giovani e per moltiplicare l’impatto positivo sulla salute pubblica che l’attività sportiva porta con sé.
Il secondo è quello che passa dalla valorizzazione e dall’utilizzo sostenibile delle opere realizzate per i giochi, dal Villaggio Olimpico milanese che diventerà studentato, all’impianto del ghiaccio della Fiera di Rho, che potrebbe non essere smantellato per dare a Milano quello stadio del ghiaccio che scandalosamente manca, ai lavori sulle località alpine, che dovrebbero consentire una migliore fruizione e una gestione più sostenibile dell’innevamento e della pratica sportiva.
Il terzo è di ordine più generale e riguarda la possibilità di promuovere relazioni internazionali all’insegna della collaborazione, del riconoscimento reciproco e della diplomazia in grado di scongiurare i conflitti. Un sogno, questo, più che una prospettiva concreta, ma da MilanoCortina2026 arriva anche questo messaggio.
Per tutti noi, poi, c’è un’altra sfida: quella di essere in grado di fare nostri e rilanciare i valori che gli atleti ci hanno consegnato e che riguardano temi decisivi come lealtà, correttezza, tenacia, coraggio, miglioramento di sé… I valori universali dello sport.
Ma non è finita. Il 6 marzo scatteranno le Paralimpiadi e la magia olimpica si accenderà di nuovo e, ce lo auguriamo, con emozioni ancora più profonde.
Fabio Pizzul
[23 febbraio 2026]




