Costruire comunità: idee per l’Italia

Siamo diventati maggiorenni. La nostra associazione è nata un anno e mezzo fa a Milano con una ambizione: quella di rivendicare alla cultura politica cattolico democratica di avere delle idee utili per il Paese, ed anche al centrosinistra. Ebbene, sabato a Roma, al nostro secondo appuntamento nazionale, abbiamo dimostrato che quella rivendicazione è fondata. Abbiamo idee utili al Paese e al centrosinistra, con proposte concrete, e sappiamo anche elaborarle in condivisione con altri compagni di strada. Divenuti maggiorenni dobbiamo ora decidere cosa fare da grandi.

All’appuntamento svoltosi all’auditorium Antonianum di Roma erano presenti oltre 700 persone. E poi due dati non numerici: al colpo d’occhio non prevalevano le chiome bianche e grigie, come pure accade sovente in appuntamenti del genere; e c’era una incoraggiante parità di genere, anche essa affatto scontata.

Ma, rimanendo al colpo d’occhio, la cosa più importante è stata vedere molti volti sconosciuti. Infatti molti amici presenti sono venuti perché aderenti o vicini alle altre associazioni civiche, ma con la nostra stessa ispirazione, con cui abbiamo dato vita all’appuntamento: Demos, Per, Campo Base e Basilicata Bene Comune. Si tratta di realtà radicate nei rispettivi territori, che si sono anche misurate nell’agone elettorale, a livello amministrativo. Questo è forse l’elemento più significativo dell’evento di Roma: la capacità di costruire una rete. Abbiamo superato la scissione dell’atomo, che finora ha caratterizzato le iniziative del mondo cattolico democratico dopo le sollecitazioni giunte dalle Settimane Sociali di Trieste del 2024.

E poi le idee e i contenuti. Si può dire che “eravamo sul pezzo”. Veniamo da due mesi di guerra in Medio Oriente che hanno messo nuovamente in risalto l’impotenza dell’Europa ad essere motore di pace, e l’insostenibilità politica ed economica di catene di approvvigionamento energetico legate al fossile così lunghe e dispendiose; e per di più veniamo dallo choccante annuncio della Electrolux di voler chiudere degli impianti industriali italiani a causa dei costi energetici. Ebbene a Roma abbiamo rilanciato la necessità di una Europa politica, con una politica estera e di difesa comune, e abbiamo rilanciato la svolta “green” dell’Europa. Solo le rinnovabili ci daranno, da subito, energia a basso costo, ha bene spiegato il professore Leonardo Becchetti, capace anche di promuovere aggregazioni dal basso, come le comunità energetiche. E solo il superamento dell’unanimità, ce lo ha ricordato uno dei nostri grandi sostenitori, cioè Romano Prodi, consentirà all’Unione Europea di diventare attore politico e diplomatico in favore della pace, nei diversi conflitti. Anzi, Prodi ci ha sollecitato a promuovere una campagna in favore del superamento dell’unanimità.

Oltre a Prodi abbiamo altri amici e sostenitori, come il sindaco di Napoli e presidente dell’Anci Gaetano Manfredi. Sia nel suo intervento che in quelli di altri, da quello di apertura di Graziano Delrio a quello di chiusura di Paolo Ciani, di Demos, a quello di Gino Cecchettin, la parola più ricorrente – accanto a pace – è stata speranza. Intesa, ha detto Manfredi, come “capacità di motivare le persone a migliorare la propria prospettiva di vita attraverso l’impegno comune”.

Che fare ora? Sicuramente andare avanti, sia a livello di proposta (lavoro, casa, welfare, alcuni dei temi evocati) che a livello di costruzione di questa rete. Alcuni amici come Peppe Irace, di Per, e il sindaco di Udine, Alberto Felice De Toni, non hanno dubbi. “Dobbiamo consegnare il cattolicesimo democratico al Novecento o a braccia e gambe che lo facciano vivere ancora?” ha domandato Irace, che ha sollecitato la nascita di un nuovo contenitore anche elettorale. Necessario, ha detto De Toni, perché “la varietà della domanda politica chiede una varietà dell’offerta politica”. “Questo è il tempo”, è il kairos, ha detto De Toni. Le condizioni politiche del futuro imminente ci suggeriranno le scelte, ma con un metodo: “insieme nella diversità per la buona battaglia”, come ha detto Graziano Delrio.

Giovanni Innamorati

[17 maggio 2026]

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