Costruire comunità forti e capaci di cooperare può rivelarsi lo strumento più efficace per combattere le malattie della guerra, le crisi energetiche e democratiche in cui siamo immersi. È questa la convinzione che ci anima e che ispira il nostro Convegno, che si svolgerà a Roma, sabato 16 maggio.
Presenteremo diverse proposte innovative, nella prospettiva di un’Europa più unita e capace di contribuire alla pace; di potenziare le energie rinnovabili e la loro produzione per autoconsumo; di valorizzare le esperienze di partecipazione, specie giovanile, che accendono una nuova speranza.
È stato sottolineato recentemente in sede europea che, in soli 60 giorni di conflitto, la nostra spesa per le importazioni di combustibili fossili è aumentata di oltre 27 miliardi di euro. Stiamo perdendo quasi 500 milioni di euro al giorno. La lezione dovrebbe essere chiara per tutti. In un mondo turbolento come il nostro, semplicemente non possiamo dipendere da combustibili fossili importati: dobbiamo potenziare la nostra produzione interna di energia pulita e accessibile.
Serve una mobilitazione di tutte le risorse della società, culturali e politiche, per far fronte a una situazione di crisi così profonda. E vanno costruite — specie nelle esperienze civiche e di territorio di ispirazione cristiana — alleanze per battaglie comuni, come stimola a fare la Chiesa italiana per perseguire un’ecologia integrale, che affronti insieme le crisi antropologiche, ambientali, sociali ed economiche.
In un tempo in cui crescono disuguaglianze e insicurezze, non vogliamo cedere alla rassegnazione, ma vogliamo mettere in connessione persone ed esperienze e dare occasioni di confronto e proposta.





