L’attuale scacchiera pubblica del nostro tempo è dominata dalla presenza pervasiva dei media e dalla rivoluzione digitale: il vissuto quotidiano ne è profondamente condizionato, così come i destini delle nostre istituzioni. Mai come oggi il rapporto tra media e democrazia appare così delicato e complesso. I media hanno accresciuto il protagonismo dei cittadini, aprendo opportunità inedite di partecipazione al dibattito pubblico. Questo coinvolgimento presenta però anche un rovescio della medaglia: il rischio di una possibile manipolazione delle coscienze da parte …
Categoria: politica e istituzioni
Don Stefano Stimamiglio. direttore di Famiglia Cristiana, nel suo editoriale in occasione della Pasqua, ha sottolineato il rischio che “l’uomo non si percepisca più come custode del creato ma come padrone assoluto e quando ci si sente padroni si finisce per sfruttare, consumare, distruggere. È una crisi spirituale prima ancora che ambientale. La Pasqua che ci apprestiamo a celebrare ha qualcosa di decisivo da dirci di questo dramma perché rovescia proprio la logica perversa del potere”. Pasqua può diventare una …
Il giorno dopo, in politica, è sempre il banco di prova più severo. Non tanto per l’esito, quanto per la capacità di comprenderlo. Ed è proprio qui che, ancora una volta, una parte della classe politica mostra tutti i suoi limiti. Ridurre un voto referendario a un segnale politico generale, leggerlo come un anticipo di primarie o come una prova di coalizioni future, non è soltanto un errore di analisi. È, prima ancora, una mancanza di rispetto verso chi ha …
Queste ultime settimane hanno permesso, a chi ci ha messo un minimo di attenzione, di farsi un’idea dell’articolato del Referendum sulla separazione delle carriere dei giudici, che tocca ben 7 articoli della Costituzione: nuova figura del Pubblico Ministero che coincide con l’accusa, raddoppio del Consiglio Superiore, sorteggio, Alta Corte disciplinare senza possibilità di ricorso ad altro organo, Presidente della Repubblica. A pochi giorni dal voto mi permetto richiamare alcune osservazioni sul testo, sul contesto, e soprattutto sull’incertezza dell’esito finale che …
Sono trascorsi quasi cinquant’anni dalla strage di via Fani, dove fu rapito il presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro e morirono cinque servitori dello Stato: i carabinieri Oreste Leonardi e Domenico Ricci e gli agenti di polizia Francesco Zizzi, Giulio Rivera e Raffaele Iozzino. Fu un atto criminale, espressione di una furia ideologica che mise in pratica un disegno che conosceva il linguaggio della violenza.Quello di Moro è un pensiero autorevole che sa ancora porre giuste domande alla politica; un …
Ero solo un bambino alla scuola materna, ma il ricordo di quel giorno è nitido: un senso di smarrimento collettivo intorno, un silenzio pesante che avvolgeva gli adulti intorno a me, l’intuizione che qualcosa di irreparabile fosse accaduto. Il 16 marzo 1978 le Brigate Rosse massacrarono in via Fani gli agenti della scorda di Aldo Moro (Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Giulio Rivera, Francesco Zizzi e Raffaele Iozzino) con un’azione che avrebbe cambiato per sempre il volto dell’Italia, insieme al drammatico …










