Sono passati dieci anni dalla scomparsa di Tina Anselmi.
C’è un filo che lega tutta la sua attività sociale, politica e istituzionale: la democrazia.
Per la democrazia, giovanissima, a soli 17 anni, ha combattuto da partigiana contro il fascismo.
Per la democrazia si è impegnata nel sindacato, accanto alle donne che svolgevano i lavori più pesanti, più dimenticati e meno riconosciuti.
Per la democrazia si è impegnata nella politica e nelle istituzioni, facendo riforme per le persone, per rispondere ai loro bisogni: il lavoro, le lavoratrici madri, le pari opportunità, la sanità.
Per la democrazia ha accettato gli incarichi più difficili, più scomodi e anche più pericolosi, da cui altri sfuggivano
Per la democrazia, anche dopo la fine della sua attività politica diretta, nonostante qualche delusione e qualche irriconoscenza da parte del suo stesso partito, ha continuato a impegnarsi nelle scuole, parlando ai giovani, spiegando loro il valore della democrazia, questo bene così prezioso.
Oggi più che mai il suo nome brilla e ci guida. E ci richiama all’impegno di non smantellare, di non distruggere quella sua grande conquista che è il Servizio sanitario nazionale, prima garanzia di equità, di uguaglianza e di cittadinanza per tutte le persone.
Tutto questo per Tina nasce da una profonda fede cattolica e da una salda formazione cattolico democratica, che l’ha guidata lungo tutta la sua vita, a partire dal rispetto di ogni persona che ha incontrato, dalla continua apertura al dialogo e dall’attenzione a chi era più fragile e in situazione di bisogno.
Cara Tina, è stato un privilegio conoscerti, frequentarti e parlarti. Oggi è un dovere per tutti noi ricordarti, ricordare le tue idee e continuare a coltivare l’insegnamento che ci hai lasciato.
Patrizia Toia
[1 novembre 2026]




