Quale futuro vogliamo costruire per l’ Italia? Abbiamo bisogno di una politica con visione complessiva al 2032 – 2050, in occasione delle elezioni nel 2027. Non possiamo continuare ad inseguire le emergenze sulla base di deboli programmi a breve termine.
Quale direzione seguire? Ridurre le disuguaglianze attuando l’ art. 3 della Costituzione sulla rimozione degli ostacoli all’uguaglianza formale e sostanziale. Dobbiamo avere il coraggio di destinare le risorse disponibili per questo progetto pluriennale. L’Italia del futuro dipenderà da questo. La riduzione progressiva delle diseguaglianze sarà il segno distintivo di una democrazia in cui si incarna la fraternità universale nella libertà.
Uguaglianza nelle politiche pubbliche per sanità, scuola, fisco, transizione ecologica e digitale nella responsabilità per il bene comune. Questo è lo spirito di una politica autenticamente riformista, capace di dare risposte non semplicistiche a problemi complessi con una visione politica di medio- lungo periodo. Si tratta infatti di trasformare un Paese nel tempo imprimendo una direzione. Così viene fuori un cammino collettivo, capace di restituire fiducia ai cittadini riportandoli al voto. In fondo dobbiamo consegnare a figli e nipoti una Italia più giusta ed unita in una Europa federale.
Quale futuro ci attende? Dipende da noi, dal coraggio di ridurre le distanze, di aumentare le opportunità per tutti. Il nostro Paese ha le risorse umane, economiche, tecnologiche, spirituali per un nuovo processo di sviluppo civile, sociale, culturale e politico.
Nei prossimi decenni saremo chiamati a difendere la democrazia, il pluralismo, lo Stato di diritto, il welfare comunitario, l’Europa unita e federale, il multilateralismo, la pace. Dobbiamo sconfiggere nelle urne i nazionalismi, i sovranismi, le autocrazie elettive, l’idea imperiale di Occidente sostenuta dalla ideologia Make America Great Again.
Per quanto riguarda l’Italia è urgente condividere un’idea di Paese, prima dei singoli punti programmatici. Una visione condivisa infatti giustifica poi le necessarie scelte politiche orientando l’intera comunità nell’alleanza intergenerazionale. La politica con la sua complessità non può essere ridotta a programma. La durata di un governo non può sostituire la visione e le competenze necessarie per risolvere i problemi. Le singole scelte devono seguire una direzione nell’alternarsi dei governi.
L’Italia, in conclusione, ha bisogno di maggiore uguaglianza e fraternità universale nella libertà. Tutti hanno diritto ad una vita dignitosa. Per questo vanno curati i diritti sociali e le autonomie territoriali. Gli strumenti principali per riattivare l’ascensore sociale sono sempre scuola e cultura. Va tutelato il lavoro nella dignità e sicurezza. Una società meno frammentata e conflittuale ha bisogno di crescita economica, sistema fiscale equo, politica industriale, innovazione tecnologica. La vera sfida nei prossimi anni sarà rappresentata dal governo intelligente dei flussi migratori togliendo ossigeno alla strumentalizzazione degli elettori da parte degli imprenditori della paura di estrema destra. Anche la tecnologia e l’Intelligenza artificiale possono essere orientate dal principio di uguaglianza. Serve un patto generazionale su ambiente, cambiamento climatico, sostenibilità. L’ Italia deve rimanere Paese fondatore di una Europa unita con politica estera e di difesa comune. Questo sarà il più importante esperimento storico di democrazia dal basso per affermare l’uguaglianza tra i popoli e la pace.
Non esistono scorciatoie. Nel 2027 gli italiani devono fare scelte coraggiose per uscire dal lungo declino. È una responsabilità verso il futuro e chi verrà dopo di noi. Su questa base dobbiamo riportare le persone al voto per una salutare alternanza al Governo.
Silvio Minnetti
[28 ottobre 2026]




