Il senso nuovo della politica

Il tempo presente è dominato dalla potenza della tecnica e dall’economia come unico principio ordinatore sociale, un ambito che modella il cittadino riducendolo a consumatore. Questa condizione segna la fine delle grandi narrazioni e di un senso unitario nel cammino della storia. Secondo Massimo Cacciari, siamo immersi nel Kaos, una scena unica che non prevede alcun retroscena. Il Kaos non è il contrario dell’ordine, ma il terreno da cui ogni ordine nasce e che non può mai essere eliminato del tutto. Il Kaos, dunque, non è un incidente della storia, ma la condizione normale in cui l’umano vive. Il vuoto diventa la dimensione operante che determina il nuovo dis-ordine mondiale. In questo contesto, la tecnica svuota ogni potere e riduce la politica a mera amministrazione. Essa rappresenta una modalità di gestione del caos e, proprio per questo, tende a svuotare la domanda di senso. In un mondo in cui tutto è organizzato secondo criteri di efficienza e calcolo, la vita non appare più orientata a un fine, ma immersa in un funzionamento continuo. In tale orizzonte, lo Stato si lega allo spazio, e ogni spazio implica inclusioni ed esclusioni. Si può così interpretare la fenomenologia del sovranismo come una realtà radicata nello spazio, attraversata da una vocazione espansiva: una spinta a oltrepassare i limiti, a estendersi e a inglobare altri spazi. Di fronte a questa scena, il raggio d’azione del politico sembra ridursi a un ruolo marginale di mediazione: da un lato favorire la tecnica e l’economia globale, che tendono a uniformare il mondo; dall’altro sostenere i grandi spazi politici, che cercano ancora di difendere sovranità e identità. Tuttavia, è possibile per la politica assumere un ruolo diverso: tornare a essere ordinatrice del sociale, avanzando una visione orientata al bene comune, fondata su un’idea di società accogliente che ponga al centro la dignità dell’essere umano come fine di ogni azione. Nel perseguire questo obiettivo, non si deve dimenticare che la politica non organizza il mondo in modo stabile, ma cerca di dare forma a una realtà che resta intrinsecamente instabile. Produrre ordine non è un’illusione, ma un atto responsabile della comunità umana, che non si rassegna al disordine. In questo senso, il politico si ridefinisce come capacità di assumere il conflitto e di operare scelte in un contesto dove i fondamenti devono essere ri-scritti, senza eliminare il caos ma attraversandolo. Il senso della politica non consiste nell’eliminare i conflitti, bensì nel renderli visibili e decidibili, questo vuol dire che dove c’è scelta lì riappare il senso.

Sandro De Bonis

[29 aprile 2026]

Immagine di freepik

Lascia un commento:

(Compila i campi richiesti. Il tuo contributo verrà analizzato e pubblicato. L’indirizzo email, essendo riservato, non sarà visibile; il sito web non è obbligatorio)