Il giorno dopo, in politica, è sempre il banco di prova più severo. Non tanto per l’esito, quanto per la capacità di comprenderlo. Ed è proprio qui che, ancora una volta, una parte della classe politica mostra tutti i suoi limiti. Ridurre un voto referendario a un segnale politico generale, leggerlo come un anticipo di primarie o come una prova di coalizioni future, non è soltanto un errore di analisi. È, prima ancora, una mancanza di rispetto verso chi ha …
Blog Posts
Si guarda avanti. Ora l’home page del sito di Libera si apre con “E!State Liberi!”, un gioco di parole costellato di punti esclamativi che rimanda a proposte formative (e di lavoro) nei beni confiscati alle mafie. Si tratta di un progetto che valorizza e promuove il riutilizzo sociale di quanto un tempo era proprietà della criminalità organizzata. Da giugno a ottobre, i campi si svolgeranno in decine di località, sparse in 15 regioni, dal Piemonte alla Sicilia. La 31ª Giornata …
Ci siamo illusi che la terza guerra mondiale o la prima guerra globale con oltre 50 paesi coinvolti in vari conflitti, potesse risparmiare la pace dormiente europea.Abbiamo potuto assistere nascosti dietro l’impotenza (o l’indifferenza) alle atrocità del Sud Sudan, di Gaza, del Congo o dell’Ucraina ma la nuova guerra del Golfo entra nella vita quotidiana nelle nostre abitudini e certezze. Mentre il diritto internazionale risulta ampiamente ignorato e violato, quasi che la convivenza umana potesse ritornare a sopportare la preminenza …
Queste ultime settimane hanno permesso, a chi ci ha messo un minimo di attenzione, di farsi un’idea dell’articolato del Referendum sulla separazione delle carriere dei giudici, che tocca ben 7 articoli della Costituzione: nuova figura del Pubblico Ministero che coincide con l’accusa, raddoppio del Consiglio Superiore, sorteggio, Alta Corte disciplinare senza possibilità di ricorso ad altro organo, Presidente della Repubblica. A pochi giorni dal voto mi permetto richiamare alcune osservazioni sul testo, sul contesto, e soprattutto sull’incertezza dell’esito finale che …
Sono trascorsi quasi cinquant’anni dalla strage di via Fani, dove fu rapito il presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro e morirono cinque servitori dello Stato: i carabinieri Oreste Leonardi e Domenico Ricci e gli agenti di polizia Francesco Zizzi, Giulio Rivera e Raffaele Iozzino. Fu un atto criminale, espressione di una furia ideologica che mise in pratica un disegno che conosceva il linguaggio della violenza.Quello di Moro è un pensiero autorevole che sa ancora porre giuste domande alla politica; un …
Ero solo un bambino alla scuola materna, ma il ricordo di quel giorno è nitido: un senso di smarrimento collettivo intorno, un silenzio pesante che avvolgeva gli adulti intorno a me, l’intuizione che qualcosa di irreparabile fosse accaduto. Il 16 marzo 1978 le Brigate Rosse massacrarono in via Fani gli agenti della scorda di Aldo Moro (Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Giulio Rivera, Francesco Zizzi e Raffaele Iozzino) con un’azione che avrebbe cambiato per sempre il volto dell’Italia, insieme al drammatico …










