Una scelta necessaria

La maggioranza pare aver trovato la quadra sulla legge elettorale che ora, dopo il discusso passaggio al Senato, arriverà alla Camera sostanzialmente blindata. Resta da capire se con o senza fiducia posta dal Governo. Non si vedono all’orizzonte possibili ulteriore modifiche e l’unica reale insidia per il centro destra è il voto segreto, ma un’eventuale bocciatura alla Camera aprirebbe la strada alle dimissioni del Governo e al voto anticipato. Uno scenario che ritengo molto improbabile, anche perché dubito che i parlamentari siano disposti a chiudere in anticipo la loro esperienza romana.
Al di là delle considerazioni politiche sul prossimo passaggio alla Camera, la legge approvata al Senato, grazie ai capilista bloccati, garantisce ai partiti la possibilità di decidere a priori la maggior parte del propri rappresentanti in Parlamento. L’introduzione delle preferenze per i secondi eletti di collegio è una ben misera compensazione e garantirà la scelta degli elettori per una quota di deputati intorno al 20%. La possibilità di avere pluricandidature fino a cinque collegi rappresenta un ulteriore strumento a disposizione delle segreterie dei partiti.
Se la legge non lascia grande spazio alla scelta degli elettori, i partiti possono comunque far scegliere dai propri militanti e sostenitori i nomi dei capilista, ossia dei parlamentari che verranno certamente eletti, mediante primarie di collegio, per le quali potrebbero anche mantenere un equilibrio di genere (metà donne e metà uomini) che manca nella legge approvata in Senato.
Se questa discutibile legge elettorale verrà approvata alla Camera, credo che sia importante chiedere al Partito Democratico di procedere alla scelta di un numero significativo dei propri capilista di collegio attraverso una consultazione che potremmo definire primarie di collegio o, se preferite, parlamentarie. Personalmente sarei favorevole a primarie per i capilista di tutti i collegi, ma comprendo la necessità che la segreteria nazionale si riservi la scelta di una quota di eletti sicuri; si decida, dunque, una percentuale di capilista a disposizione della segreteria nazionale, ma per il resto si affidi la scelta almeno agli iscritti, se non a tutti gli elettori PD.
Viste gli interventi fatti dal PD durante il dibattito al Senato e visto l’emendamento sull’introduzione di preferenze per tutti gli eletti nei collegi, la scelta delle parlamentarie sarebbe una scelta coerente per garantire partecipazione di iscritti ed elettori e la rappresentatività degli eletti.
Questa la mia opinione. Il dibattito è aperto.

Fabio Pizzul

[16 settembre 2026]

Immagine di bearfotos su Magnific

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